Un milione di euro in un anno. È questa la cifra mitica che quasi tutti i creator sognano di raggiungere quando aprono un canale. Se ti fai un giro su TikTok o scorri i Reel di Instagram, la ricetta per arrivarci sembra sempre la stessa: sforna video virali, vendi corsi online a raffica e goditi le rendite automatiche.
Peccato che la realtà sia molto diversa. Anzi, ti dirò di più: nel caso di Marcello Ascani, uno dei creator più noti in Italia sul fronte finanza e business, la quota derivante dagli infoprodotti nel 2025 è stata pari a zero.
Ho analizzato a fondo una sua recente intervista rilasciata su Scrolling Infinito (un’ora densissima che ti consiglio di recuperare) e l’ultimo video in cui racconta la vendita della sua società. L’obiettivo? Estrarre un modello di business concreto ed esportabile per qualsiasi freelance o piccolo imprenditore, smontando le vanity metrics e guardando a quello che conta davvero: la sostenibilità a lungo termine.
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La verità sui guadagni di YouTube AdSense
Iniziamo dal dato più controintuitivo. Su 1 milione di euro di fatturato complessivo della sua attività, sai quanti ne sono arrivati direttamente dalla pubblicità automatica di YouTube?
Solo 78.000 euro.
— Facci caso, stiamo parlando di meno dell’8% del totale. — E questo avviene nonostante Marcello abbia superato il traguardo di 1 milione di iscritti sul canale principale e totalizzi circa 15 milioni di visualizzazioni all’anno. Inoltre, la sua è una nicchia ad alto CPM (costo per mille impression), con inserzionisti disposti a pagare molto di più rispetto ai canali di puro intrattenimento o gaming. Per il suo canale parliamo di un RPM (ricavo netto per mille visualizzazioni) che oscilla tra i 6€ e gli 8€.
Se avesse un canale di vlog generici o scherzi, quella cifra sarebbe probabilmente divisa per tre.
La lezione qui è chiarissima: se stai pensando di aprire un canale YouTube con l’idea di vivere solo di AdSense, stai imboccando una strada incredibilmente in salita. Specialmente nel mercato in lingua italiana, dove i volumi complessivi di pubblico sono ristretti rispetto a quello anglofono. I guadagni diretti della piattaforma sono un piacevole effetto collaterale, non le fondamenta del tuo business.
Inoltre, fatturato non significa profitto. Nella stessa intervista, Marcello mostra la scomposizione della sua torta finanziaria: a fronte di 1 milione di euro di entrate, i costi aziendali (collaboratori, tasse, uffici, produzione) ammontano a circa 700.000 euro. Il profitto reale, prima delle imposte personali, si attesta sui 300.000 euro. Una cifra straordinaria, sia chiaro, ma ben lontana dal mito del “guadagno passivo a costo zero” sbandierato dai guru.
Sponsorizzazioni e la metafora della banca della fiducia
Escluso l’AdSense, la seconda fonte di reddito classica per un creator sono i branded content, ovvero le collaborazioni commerciali con le aziende.
Qui Marcello richiama una splendida metafora ideata dal famoso creator britannico Ali Abdaal. Immagina che ogni volta che pubblichi un video gratuito, utile e di valore per il tuo pubblico, tu stia facendo un versamento in una “banca della fiducia”. Al contrario, quando pubblichi un video sponsorizzato in cui promuovi un brand, stai effettuando un prelievo.
Se fai troppi prelievi senza fare versamenti, il tuo conto va in rosso e il pubblico ti abbandona, etichettandoti come un “marchettaro”.
Per mantenere un equilibrio sano, esistono due strade principali per gestire le sponsorizzazioni:
- Le menzioni classiche (o integrazioni): i classici 60 secondi inseriti all’interno di un video che tratta un tema completamente diverso (ad esempio, un viaggio all’estero in cui si promuove una VPN). Il pubblico ormai le tollera, ma non creano una vera connessione di valore tra il brand e l’audience.
- I video dedicati a formato editoriale: creare veri e propri show o rubriche sponsorizzate in cui l’azienda finanzia un contenuto che è intrinsecamente interessante per chi guarda. Un esempio è la serie di video in cui Marcello entra fisicamente nei quartieri generali delle grandi aziende per intervistare CEO e mostrare i processi produttivi (format sponsorizzati da colossi come Mutti). In questo caso, il prelievo di fiducia è minimo, perché il contenuto mantiene un’altissima utilità informativa.
Tuttavia, anche le sponsorizzazioni presentano un limite strutturale: dipendono dall’algoritmo. Se le tue visualizzazioni calano o se una piattaforma decide di penalizzare il tuo canale, i brand smetteranno di cercarti. Come fare, quindi, a rendere stabile e scalabile questa attività?
Il vero salto di qualità: da Creator a Imprenditore B2B
La svolta nel modello di business di Marcello Ascani non è arrivata dalla vendita di gadget ai fan o dall’apertura di un e-commerce B2C (modello molto comune tra i creator, specialmente nel settore del cibo o della moda). La sua mossa vincente è stata la creazione di un’agenzia di influencer marketing chiamata Flatmates.
Anziché limitarsi a vendere se stesso come spazio pubblicitario, ha costruito una struttura aziendale che connette le aziende con altri creator.
Il canale YouTube di Marcello è diventato, a tutti gli effetti, l’ariete per entrare in contatto con le direzioni marketing delle grandi aziende. Quando un brand lo contattava per una collaborazione sul suo canale, lui proponeva una transizione strategica: “Invece di sponsorizzare solo me, lasciate che la mia agenzia gestisca per voi una campagna strutturata coinvolgendo altri 10 o 20 creator in target”.
In questo modo, il fatturato si è spostato dal singolo creator a un’entità aziendale autonoma. E i risultati parlano da soli: recentemente Marcello ha venduto le sue quote di Flatmates alla società Cosmico per una exit valutata circa 3 milioni di euro — il triplo dell’intero fatturato annuale legato al suo canale YouTube.
Questo passaggio da youtuber a imprenditore è applicabile a chiunque venda competenze:
- Se sei un marketer, un copywriter, un programmatore o un consulente finanziario, non devi puntare a milioni di visualizzazioni per guadagnare con la pubblicità.
- Il tuo canale deve essere il tuo portfolio, lo strumento per dimostrare la tua competenza (E-E-A-T) e attirare clienti ad alto ticket per i tuoi servizi di consulenza o per la tua agenzia.
- Pochi contatti profilati valgono infinitamente di più rispetto a milioni di spettatori generici. A tal proposito, puoi leggere come selezionare il pubblico corretto nella mia guida su come scegliere la nicchia su YouTube.
Come iniziare da zero se avessi solo 6 mesi di sussistenza
Durante l’intervista, a Marcello è stata posta una domanda classica: “Cosa faresti se perdessi tutto, non avessi più canali o aziende, e ti rimanessero solo i soldi per sopravvivere 6 mesi?”.
La sua risposta è una lezione magistrale di agilità imprenditoriale, strutturata in 4 passaggi chiave:
- Trova la tua unicità (Promessa Unica): individua un settore specifico in cui c’è forte interesse ma scarsa concorrenza di qualità. Marcello cita ad esempio l’ambito accademico e divulgativo (storia, fisica, astrofisica, filosofia). Devi essere disposto a fare ricerche approfondite che altri creator pigri non fanno.
- Copia dai mercati esteri: non serve reinventare la ruota. Guarda cosa funziona negli Stati Uniti o in altri mercati linguistici principali, analizza i loro format di maggior successo e portali in Italia personalizzandoli con il tuo stile e la tua prospettiva.
- Valida velocemente sui canali brevi: YouTube richiede tempo per crescere. Per capire subito se un argomento o un format suscita interesse, parti pubblicando su piattaforme a rapida diffusione organica: Instagram Reels, TikTok e YouTube Shorts.
- Sposta l’audience sul lungo formato: una volta validato il format e raccolti i primi follower sui video brevi, portali su YouTube per creare una relazione più profonda con contenuti a lungo formato, o su piattaforme come Substack per monetizzare tramite abbonamenti e approfondimenti scritti.
FAQ: Domande Frequenti
Quanto guadagna uno youtuber con le pubblicità di Google AdSense?
I guadagni dipendono dal CPM della nicchia e dalla provenienza geografica del pubblico, ma in Italia un canale medio riceve tra 1€ e 4€ ogni mille visualizzazioni, mentre canali verticali di finanza o business possono raggiungere RPM di 6€-8€.
Qual è il modello di business di Marcello Ascani?
Il modello di business di Marcello Ascani si basa principalmente sull’utilizzo del proprio canale come strumento di lead generation per la sua agenzia B2B (Flatmates), spostando la monetizzazione dalle visualizzazioni dirette alla vendita di servizi aziendali.
Cos’è la metafora della banca della fiducia per i creator?
Ideata da Ali Abdaal, la metafora spiega che la pubblicazione di contenuti gratuiti e utili equivale a depositare fiducia nel rapporto con gli spettatori, mentre le sponsorizzazioni commerciali rappresentano prelievi che devono essere bilanciati per non svuotare il conto.
Conviene vendere corsi online per monetizzare un canale YouTube?
Vendere corsi online può essere profittevole, ma richiede un enorme effort di gestione e assistenza clienti. Come dimostra l’esperienza di Marcello Ascani nel 2025, a volte è più strategico eliminare questa linea di business per concentrarsi su attività B2B a maggior ritorno economico.





